Longevità? A custodirla è il popolo dei centenari sardi.

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Oltre alle bellezze Patrimonio dell’Umanità, al buon cibo e alla dolce vita, l’Italia vanta nel proprio territorio anche una zona di straordinaria longevità. Si tratta di un’area nel cuore profondo della Sardegna, nell’alta Ogliastra e in parte della Barbagia, che conta un numero molto insolito di ultranovantenni e centenari. Entrata nel Guinness World Records nel 2014 come zona a più alta longevità maschile, Villagrande Strisaili, in provincia di Nuoro, è l’epicentro del longevity hot-spot che comprende quattordici comuni situati attorno al massiccio del Gennargentu ed è per questo oggetto di studio da quasi 20 anni.

Le zone blu della longevità…

Pionieri degli studi sulla longevità in Sardegna sono il medico sardo Gianni Pes e il demografo belga di fama internazionale Michel Poulain, che ha trovato zone a longevità speciale in tutto il mondo. Oltre al primato assoluto dell’Ogliastra in Sardegna, sono state identificate altre quattro “zone blu”: Okinawa in Giappone, l’isola di Icaria in Grecia, la penisola di Nicoya in Costa Rica e Loma Linda in California. Il nome dato a queste aree deriva proprio dal metodo che adottarono i due studiosi nella loro ricerca a partire dalla Sardegna, cerchiando in blu i paesi caratterizzati da elevate percentuali di longevi e iniziando così a riferirsi con l’espressione “zona blu” alle aree individuate.

Vivere a lungo e in buona salute…

Caratteristica della “zona blu” italiana è la straordinaria uguaglianza di genere della longevità: in questa regione montuosa dell’entroterra sardo il numero di centenari maschi è sostanzialmente pari a quello delle donne; inoltre la proporzione di individui di sesso maschile che raggiungono e superano i 100 anni di età presenta i valori più elevati del pianeta con 21,8 centenari ogni 10.000 nati. Il fenomeno registra il boom nell’immediato dopoguerra, in particolare dal 1947 ci sono stati 349 novantenni e 38 centenari. Grazie anche a questi studi la Sardegna ha acquistato rapidamente la fama positiva che ora la contraddistingue, passando dalla vecchia reputazione di luogo malsano e inospitale a quella di “terra di centenari”. A seguito della dichiarazione di primato mondiale della longevità maschile di Villagrande Strisaili, che registra la più elevata concentrazione al mondo di ultraottantenni, ultranovantenni e centenari, è stato istituito nel 2013 anche il Centro Internazionale di studi sulla Salute e Longevità umana ed è stato creato il sito web www.terradellalongevita.it.

L’importanza dell’ambiente di vita…

Vivere a lungo e in buona salute è sempre stato il desiderio dell’umanità, da qui l’interesse per le “zone blu” e lo studio dello stile di vita dei loro abitanti. La conclusione di questi anni di studi approfonditi è che la longevità straordinaria in queste aree è una combinazione ottimale di diversi fattori. Oltre a quello genetico, che secondo gli studiosi ha un peso limitato, bisogna valutare una serie di aspetti comportamentali e socio-culturali. Primaria importanza viene data all’ambiente di vita che qui vede l’aria di mare unirsi al clima e alla vegetazione della montagna: il centro urbano di Villagrande Strisaili si trova a 20 km dalla costa e a 700 m slm e il territorio del comune si estende dal mare fino ai 1834 m di Punta La Marmora sul Gennargentu. Altro fattore di pari rilevanza si è rivelato lo stile di vita, che nell’Ogliastra consisteva nella pastorizia a vocazione transumante, caratterizzato quindi da lavoro a contatto con la natura e fatica fisica: la transumanza prevedeva vita all’aperto e spostamenti periodici di 10/15 km al giorno.

I prodotti tipici e la longevità…

L’alimentazione tradizionale dei pastori sembra aver avuto un ruolo fondamentale in questa fortunata combinazione di fattori che ha portato al fenomeno della longevità. La dieta tipica era basata su cibi freschi di produzione locale e su prodotti ottenuti dall’allevamento semi-brado tipico della zona, quindi latticini e carne soprattutto ovina e caprina e un largo consumo di legumi e patate, vino e olio di produzione artigianale e perciò con un maggiore valore nutrizionale. Come sostiene l’esperta di nutrizione Ana Canelada, che dal 2008 collabora con il prof. Poulain nello studio delle “zone blu”, i prodotti derivati dal latte di pecora e capra hanno proprietà superiori a quelli ottenuti da latte vaccino; inoltre il siero di latte, consumato abitualmente dai pastori, è uno dei migliori nutrienti per la muscolatura. Ultimo fattore di longevità, non meno importante, il grado di inclusione dell’anziano nella vita attiva del paese, dove è considerato risorsa preziosa per la comunità e la famiglia.

La straordinaria longevità e salute delle popolazioni si sia ottenuta grazie ad un adattamento totale al territorio in cui esse vivono…

Osservando le diverse “zone blu” del mondo il professor Poulain ha concluso che la straordinaria longevità e salute delle popolazioni si sia ottenuta grazie ad un adattamento totale al territorio in cui esse vivono, alle condizioni ambientali e climatiche, al particolare stile di vita e al cibo disponibile nella zona. Nessun Santo Graal dunque, purtroppo il modello della longevità non si può esportare, così come sarebbe impossibile definire una dieta della longevità, essendo estremamente diverse le situazioni in ogni area del mondo. Per il momento la ricerca continua, nella speranza che le “zone blu”, da aree isolate quali sono ora, possano diventare un fenomeno comune nel mondo.

Bibliografia

Longevità e identità in Sardegna a cura di G. Pes e M. Poulain, ed. FrancoAngeli 2014

Donne sarde. Sensibilità primitive di Gisella Rubiu, ed. Taphros 2016

*nella foto in evidenza Mario Loi, classe 1924 dalla mostra del 2016 © Romolo Eucalitto

di Isabella Feltrin

 

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