Omicidio Varani: “Riflettiamo e torniamo a fare i genitori”.

omicidio varani

I brutali fatti di cronaca avvenuti tra giovani negli ultimi mesi hanno scioccato la gran parte degli italiani. In particolare il caso di Luca Varani, il 23enne ucciso il 4 marzo al Collatino a Roma da due trentenni ancora studenti universitari. A noi de L’altraitalia non piace scrivere brutte notizie, si sa, ma abbiamo voluto fare una riflessione su quanto sta accadendo ai giovani e provare a capire di più le loro teste e la società in cui viviamo.

L’abbiamo fatto chiedendo alla nostra collaboratrice pedagogista ed esperta in problematiche socio-sanitarie di spiegarci tecnicamente cosa c’è che non va, dove si è sbagliato e si continua a sbagliare nell’educazione dei figli. L’abbiamo fatto per aiutare soprattutto i genitori di oggi, che di domande se ne stanno ponendo tante in merito, senza trovare risposte; solo i dettagli macabri nei telegiornali e commenti inesperti su giornali e nei salotti buoni delle radio e delle tv.

In continua metamorfosi, non ci sono più certezze…

«I nostri tempi sono affetti da un Grande Male, i sintomi ci sono tutti e sono presenti in tutti i settori della nostra società» spiega la dottoressa Maria Mafalda. «La violenza, l’indifferenza, l’apatia, l’insoddisfazione e la frustrazione ci espongono al grande male: il mal di vivere. I fatti di cronaca lo confermano, mostrandoci quanto l’orrore può dare il senso a vite ormai divenute miserabili. La violenza è pane quotidiano ed ora più che mai abbiamo l’urgenza di porre domande, di fermare il tempo per riflettere. Abbiamo tutti bisogno di capire quale strada l’umanità voglia prendere. Viviamo in tempi in continua metamorfosi nei quali l’idea di uomo ha tanti colori, e proprio per questo non ci sono più certezze che possano normare i nostri comportamenti.

 

Dove sono i filosofi, i sociologi, gli psicologi, gli educatori? Abbiamo bisogno di domande e di riflessioni.

«La vita ha perso la sua sacralità in nome di un edonismo esasperante, ogni aspetto dell’esistenza è stato svenduto. Urge riconquistare il tempo per ritornare ad essere uomini capaci di ridare significato e valore alla vita» sottolinea Mafalda. «Essere padri e madri nel senso pieno di queste primordiali figure. Riappropriamoci della nostra genitorialità, i nostri figli hanno il diritto di ereditare un mondo migliore. La cronaca ci consegna solo la punta di un iceberg fatto di orrori che si sono stratificati, frutto di anni di svendita valoriale. Uno dei possibili antidoti è l’impegno personale a non lasciarsi andare alla deriva, è l’essere consapevoli che il demandare, il delegare, l’allontanare, il renderci cechi non ha nessuna utilità. La mercificazione di tutto in nome del consumo ha finito per divorare la nostra stessa umanità: riprendiamoci il tempo per porre domande e riflettere».

Maria F. Mafalda
Pedagogista ed esperta in problematiche socio-sanitarie

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