Harley, due mostri sacri a confronto

Simili ma non uguali: tanta voglia di stupire, di proporre. Due moto a confronto. Stesso mondo, stessa azienda: eppure due modi diversi di andare in moto. Con una imprescindibile premessa: le Harley-Davidson o si amano o si odiano. Belle, cromate, comode, con una filosofia che non ha uguali perché il mondo Harley è un mondo a parte. Per questo siamo andati non solo a provare, ma a capire, vedere, valutare, nei minimi particolari questi due “mostri” ultimi prodotti nella azienda di Milwaukee. Nata nel 2005 da una costola della ben più anziana Electra Glide, la Harley-Davidson Street Glide si è imposta nel cuore e sul mercato, europeo e d’oltreoceano, come la reginetta del Custom Touring, in grado di soddisfare anche i palati custom più raffinati in tema di prestazioni e comfort.

La versione special poi fa dell’ispirazione alla Kustom Kulture il suo forte, ed è una vera e propria bagger di fabbrica.Se la Batwing rimane il suo elemento distintivo, arrivano anche un cerchio anteriore da 19″, una coppia di borse rigide dal profilo allungato, la sella passeggero a spiovente e la coppia di fari con indicatori di direzione integrati al posteriore a sottolineare l’aggressività di questa versione, che di cromature non vuole proprio sentirne parlare e preferisce rimarcare il suo essere heavyweight con dettagli in nero, a più non posso.

 

La stazza da peso massimo della Street Glide, che in ordine di marcia ferma la bilancia a 375 kg, può essere ben controllata grazie alla sella alta solo 690 mm da terra, e al manubrio ben tarato sia in altezza che in larghezza.

Nulla di nuovo, per le Touring americane, se non fosse che dietro la carenatura faccia bella mostra di sé il sistema di infotainment Boom Box GTS, che può contare su un display touchscreen da 6,5″ con connettività smartphone via Bluetooth e app H-D Connect, ma anche Apple Car Play, oltre a radio e navigatore GPS integrati. Facile gestire le funzioni grazie al tasto di attivazione vocale o ai due cursori posti sotto le manopole.

Incastonato nel telaio invece trova posto il Milwaukee Eight 114: 1.868 cc per il bicilindrico a V che ormai si appresta a completare il suo primo lustro al servizio delle turistiche di Harley-Davidson.

L’architettura, con l’inclinazione di 45 gradi è praticamente l’unico legame rispetto al passato per questo propulsore, che deve parte del suo nome all’arrivo delle 8 valvole, 4 per cilindro.

Il cambio di passo rispetto al passato, oltre che dalla cifra, si nota dai nuovi coperchi che migliorano l’ergonomia della seduta e l’ingombro trasversale, e che sono il simbolo di una serie di migliorie rispetto alla precedente generazione: aumenta il rapporto di compressione, attestato su 10,5:1 grazie ai nuovi iniettori e alle testate 4 valvole.

Un’altra dote molto apprezzata della Street Glide Special è il suo essere sincera e comunicativa: sia nel palesare i limiti di chi le chiede numeri e carattere che non le appartengono, ma anche nel far capire che il divertimento è a portata di manopola.

Certo, non è incline ad assecondare cambi di rotta e correzioni in curva, ma anche nelle situazioni più difficile si può contare sulla pasta del motore, che grazie alla dolcezza e alla regolarità in basso diventa un prezioso alleato, con il cambio a sei marce ben spaziato e impreziosito dalla ripartizione della coppia motrice a smorzare le scalate fin troppo coraggiose.

L’esordio dell’elettronica è infatti da lode: il traction control non è mai invasivo, la frenata combinata tiene sempre composta la moto e il Cornering ABS evita che gli errori di valutazione si trasformino in un sollevamento pesi da record in piena curva.

Nelle manovre a bassa velocità e in città rimane impegnativa, anche perché con i suoi 1.625 mm, l’interasse è di quelli importanti, ma il V-Twin vibra meno rispetto al passato ai bassi e quasi non strappa più.

L’unica difficoltà è data dalle manopole dalla sezione importante che non trovano leve regolabili, un limite che, viste le dimensioni che non permettono di svicolare tra le auto in ogni situazione, può mettere a dura prova i tendini.

L’anteriore da 19″ è invece il miglior innesto di cui può vantarsi la versione Special. Lavora bene con la sospensione Showa anteriore, che copia le disconnessioni e il pavè cittadini restituendo il colpo solo su buche e fratture dell’asfalto di una certa importanza.E poi, dal fortunato punto di vista di chi la guida, si nota subito come questa moto sia un salotto a due ruote: il comfort sulla Street Glide non manca, e a renderla esclusiva è l’infotaimente Boombox GTS, intuitivo e ottimale, che ha la sua unica pecca nel poter essere usato in touchscreen anche durante il viaggio: un plus che però potrebbe distrarre chi guida, e che non era necessario vista la facilità di utilizzo dei due joypad al manubrio.

Un limite che non sminuisce il suo pedigree da “macina-miglia”, e che conferma la sua sincerità anche nei consumi: durante la nostra prova, tra autostrada, città, misto e strade extraurbane, senza senza troppa parsimonia con la manopola del gas, ha fatto registrare un dato di 15km con un litro di benzina, poco sotto il dichiarato dalla casa.

Rompere il salvadanaio potrebbe non bastare, visto che per portarla via dalla concessionaria servono 29.850 euro nella colorazione Performance Orange della nostra prova.

Un appassionato della bella meccanica non può che apprezzare questa moto. Il bicilindrico Twin Cam 103 da 1690 cc è un pezzo d’arte, l’estrema evoluzione di un concetto nato quasi un secolo fa, rimasto legato alla tradizione e sempre aggiornato per soddisfare le richieste della clientela più fedele ed esigente. La Ultra Limited è la versione più accessoriata delle Electra Glide, per questo non possiamo non citare tutte quelle particolarità che rendono il viaggio più piacevole, come il cruise control, le manopole riscaldate e soprattutto il sistema Boom! Box 6.5GT Infotainment, con un amplificatore a bassa distorsione da 25 watt per canale ottimizzato per l’ascolto all’aperto con radio AM/FM, riproduzione dispositivi audio iPOD e USB integrata, navigatore GPS, connessione Bluetooth per cellulari e auricolari wireless. E’ possibile accedere al sistema 6.5GT attraverso il touch-screen da 6,5”, quindi anche con i guanti, tramite i comandi sul joystick o il riconoscimento vocale.
Per finire, quello che più conta per gli amanti di questo tipo di moto: è un’Harley. Questo significa avere per le mani una moto fatta in una maniera particolare, con le manopole ciccione e le leve al manubrio enormi, con le pedane pilota ampissime e il bilanciere sulla leva del cambio, ma anche un tripudio di metallo e cromature, di luci e lucette (tutte a LED per questa versione, compresa la lunga e vistosa fascia posizione e stop sul baule), di qualità e materiali bellissimi da toccare, come i blocchetti al manubrio, la pelle della sella o la moquette all’interno del baule. Certo, sulla bilancia tutte queste sciccherie si fanno sentire: 397 kg a secco, un peso massimo assoluto per il nostro mercato, che richiede una guida tutta particolare. Ci si trova seduti decisamente in basso, con un grossissimo manubrio davanti e un cupolino che copre parte del campo visivo, senza comunque intralciare la vista sulla strada. Sulla Electra l’esperienza di guida inizia ancor prima di accendere il motore, quando si fa manovra e la si sposta con la sola forza delle gambe. La moto è pesante, pesantissima, e richiede attenzione particolare qualsiasi sia il movimento che le fate fare a motore spento. Il baricentro bassissimo non basta per avere pienamente il controllo della situazione, ma bisognerà abituarsi all’interasse lunghissimo per manovrarla con i piedi e al fatto che – mentre la spingete indietro a manubrio girato – la percezione dei pesi è totalmente diversa dal resto delle moto sul mercato. Inoltre fate attenzione al raggio di sterzata, è strettissimo nonostante la mole del mezzo e spingerla avanti o indietro con il manubrio in battuta è decisamente faticoso. Alla Electra si deve comunque dare del “Lei” in ogni situazione, è impossibile fare quello che fate con qualsiasi altra moto perché qui i movimenti sono lenti e progressivi, le pieghe morbide e poco angolate. Se chiedete qualcosa di più, è lei a farvi capire che non lo può fare con frenate lunghe, avantreno che allarga e pedane che grattano per terra. Dal punto di vista del passeggero, l’Electra Glide Ultra Limited ha eccessi di lode e qualche insufficienza. I voti più alti vanno senza dubbio alla seduta: comodissima, avvolgente e in grado di rilassare a tal punto da far prendere sonno (è successo veramente). A disposizione del “copilota” ci sono anche i comandi per l’autoradio e il volume sul lato destro del baule. Le casse del sistema audio sono appena sotto le braccia, mentre si è sentita la mancanza di un maniglione da stringere: per problemi di spazio è stata preferita una più modesta cinghia in mezzo alle cosce.

Foto di Lorenzo Palma

A bassa velocità come sotto i 100 all’ora, il caldo prodotto dal Twin Cam è parecchio e non ci sono paratie a proteggere le gambe. Se il pilota bene o male riesce ad evitare di scaldarsi troppo portando avanti i piedi nelle pedane, chi sta dietro è costretto a subire il caldo che l’aria spinge sulle sue gambe. Logicamente questo problema si avverte nelle giornate più calde e alle velocità sotto i 30 all’ora, perché quando il clima è fresco non risulta troppo fastidioso. Harley-Davidson ci ha messo non solo anni, ma decenni per creare mezzi meccanici che non potessero essere paragonati a qualsiasi altra cosa, e il successo che questo brand ha in tutto il mondo non è di certo dovuto alle prestazioni fini a sé stesse, che a Milwaukee sono sempre state messe in secondo piano rispetto alle emozioni pure. Se siete capaci di comprendere e apprezzare questo, siete capaci di godervi un’Harley, altrimenti lasciate perdere.

 

Lorenzo Palma

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