Il futuro della trattoria italiana: cibo, comunità, realtà

il futuro della trattoria italiana

⌈Editoriale del Lunedì⌉

 

In un tempo attraversato da incertezza, paura e crisi multiple, il cibo smette di essere solo piacere e torna a essere scelta. La trattoria italiana, più di altri luoghi, può diventare uno spazio di futuro proprio perché resta ancorata al quotidiano.

Non serviranno proclami né nostalgie forzate. Servirà realismo: filiere più corte, menu più essenziali, stagionalità vera. Una cucina che accetta il cambiamento climatico, economico e sociale senza mascherarlo. Meno abbondanza ostentata, più equilibrio. Meno dogmi, più adattamento.

Il futuro della trattoria sarà politico nel senso più semplice del termine: perché parlerà di lavoro giusto, di accessibilità, di comunità. Un luogo dove si mangia bene senza sentirsi esclusi, dove tornare è più importante che stupire.

In un’Italia fragile, la trattoria può essere un gesto di resistenza gentile: continuare a nutrire, con onestà, senza fingere che tutto vada bene. E forse è proprio da qui che passa il futuro del cibo.

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