⌈l’Editoriale del Lunedì⌉
di Chiara Vannini
C’è un’Olimpiade lontana dai rumors, dai numeri e dalle polemiche. Un’Olimpiade che non si misura in investimenti, ma in opportunità. È quella che vive nelle storie degli atleti e nello sport come strumento di riscatto.

A Milano, lungo il percorso della Fiamma di Milano-Cortina 2026, questa Olimpiade ha avuto il volto di Hibatallah Najid, Hiba: 21 anni, arrivata in Italia da bambina, cresciuta al Punto Luce di Save the Children al Giambellino. Qui ha trovato accoglienza, fiducia e uno spazio per trasformare la fragilità in forza, scoprendo nel calcio un linguaggio di inclusione e libertà.
Hiba ha portato la torcia come tedofora per la pace, ma soprattutto ha portato un messaggio semplice e potente: lo sport serve quando crea possibilità. Quando non esclude, quando educa, quando insegna a stare insieme senza sovrastare nessuno.
Se le Olimpiadi hanno ancora un senso, è questo. Non l’evento in sé, ma ciò che lascia. Non i riflettori, ma le storie.
Noi dell’AltraItalia scegliamo di raccontare questa fiamma qui: quella che illumina le persone, non i palazzi.
