Il 6 marzo, oggi, si accende la fiamma dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Noi dell’AltraItalia ne abbiamo già raccontato l’attesa olimpica, l’organizzazione, le sfide di un territorio che si prepara a mostrarsi al mondo. Ora lo faremo di nuovo. Con lo stesso rigore. Con la stessa passione. Ma con uno sguardo ancora più profondo.
Perché le Paralimpiadi non sono un “dopo”. Sono un altro vertice. Sono sport nella sua forma più pura: tecnica, allenamento, competizione. E insieme sono consapevolezza, resilienza, dignità. Sono storie che non chiedono pietà ma rispetto.
In questo scenario prende forma uno dei progetti più significativi dell’edizione 2026: oltre 20.000 studenti italiani assisteranno dal vivo alle gare grazie allo School Ticket Programme, parte del programma educativo Gen26 promosso dalla Fondazione Milano Cortina 2026 in sinergia con il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Le tribune diventeranno aule. Il Tofane Alpine Skiing Center, il Cortina Curling Olympic Stadium, il Tesero Cross Country Skiing Stadium e la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena ospiteranno non solo competizioni di altissimo livello, ma migliaia di ragazze e ragazzi pronti a vedere da vicino cosa significhi trasformare un limite in possibilità.
“Le Paralimpiadi sono un’occasione straordinaria per promuovere una cultura dell’inclusione che non si esaurisce nell’evento sportivo”, ha sottolineato Domenico De Maio. Ed è proprio qui che si gioca la partita più importante: quella che resta dopo le medaglie.
Noi dell’AltraItalia racconteremo anche questo. Con la consapevolezza che, accanto ai podi e ai tempi, c’è qualcosa che conta di più: il valore umano di chi scende in pista e di chi, dagli spalti, impara che lo sport può essere davvero uno strumento di crescita, rispetto e futuro.

