La rinascita sulla neve: la storia paralimpica di Emanuel Perathoner

Emanuel Perathoner all'arrivo della gara

Ci sono cadute che segnano la fine di una carriera.
E poi ci sono cadute che cambiano il destino. Quella di Emanuel Perathoner appartiene alla seconda categoria.

La neve è sempre stata la sua casa. Nato tra le montagne dell’Alto Adige, Emanuel mette gli sci ai piedi a soli tre anni. Ma la svolta arriva qualche anno dopo, quando scopre lo snowboard. A otto anni sale sulla tavola per la prima volta e capisce subito che quella è la sua strada.

“Ho cominciato a sciare a tre anni, poi a otto anni sono passato alla tavola. La trovavo più divertente degli sci e negli anni Novanta andava molto di moda”.

Credit photo Scaccini GMT/CIP
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La passione diventa professione. Allenamenti, gare, sacrifici.
Perathoner cresce fino a raggiungere l’élite mondiale dello snowboard cross e conquista il sogno di ogni atleta: rappresentare l’Italia alle Olimpiadi. Partecipa ai Giochi invernali di Sochi 2014 Winter Olympics e poi a quelli di PyeongChang 2018 Winter Olympics, vivendo due esperienze che segnano profondamente la sua carriera.

Il prossimo obiettivo è chiaro: partecipare anche ai Giochi del 2022.

L’incidente che cambia tutto

Nel gennaio del 2021, durante la preparazione olimpica, accade l’imprevedibile.

Durante un allenamento, una caduta provoca un grave infortunio al ginocchio sinistro. La diagnosi è durissima: quattro interventi chirurgici, una protesi totale al ginocchio e un lungo percorso di riabilitazione.

Il suo ginocchio non potrà più piegarsi normalmente. Per molti sarebbe la fine della carriera. Per Emanuel, invece, è l’inizio di una nuova sfida.

Bisogna cercare di essere positivi, di trovare cose diverse, di non pensare alle cose brutte che potrebbero succedere e di vedere il lato positivo delle cose che ti sono successe.

Dopo un anno di riabilitazione, torna sulla neve. Non è più lo snowboard olimpico che conosceva, ma quello paralimpico.

La rinascita nello snowboard paralimpico

Il passaggio al parasnowboard richiede un adattamento totale.
Il corpo deve trovare nuovi equilibri, la tecnica deve cambiare, ma la passione è la stessa di quando era un bambino.

E così comincia la sua seconda carriera sportiva.

Nel giro di pochi anni Perathoner diventa uno dei protagonisti del parasnowboard internazionale: vittorie in Coppa del Mondo, titoli mondiali e risultati che lo portano ai Giochi Paralimpici con un ruolo nuovo. Quello di favorito.

Il trionfo ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026

Il grande appuntamento arriva in casa, ai Milano Cortina 2026 Paralympic Winter Games.

Davanti al pubblico italiano e sotto gli occhi della sua famiglia, Perathoner entra in gara nello snowboard cross categoria SB-LL2. La sua discesa è perfetta. Velocità, controllo, esperienza.

Credit photo Scaccini GMT/CIP
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Alla fine arriva la vittoria più importante della sua nuova vita sportiva: la medaglia d’oro paralimpica. Un trionfo che vale molto più di una vittoria.

Perché dietro quella medaglia ci sono mesi di dolore, di dubbi e di lavoro silenzioso. Ci sono quattro operazioni, una protesi al ginocchio e la forza di ricominciare quando tutto sembrava finito.

Il messaggio di Emanuel

Per Perathoner, però, il risultato non è l’unica cosa che conta.

Prima dei Giochi lo aveva detto chiaramente:

“Vorrei vincere, ma prima di tutto vorrei divertirmi sotto gli occhi della mia famiglia”.

E soprattutto vuole lasciare un messaggio ai più giovani:

Con la mia partecipazione voglio dire a tutti i ragazzi una cosa: quanto è importante non mollare mai

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La sua storia dimostra che a volte la vita ti costringe a cambiare strada. Ma se la passione resta la stessa, quella strada può portarti ancora più lontano.

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