Tre giorni di ‘Futura 2026′, evento dedicato alla cucina italiana come linguaggio universale, ponte culturale e leva per un futuro sostenibile. Al centro, il convegno “Radici, Confini, Visioni”, che ha riunito istituzioni, chef e protagonisti del settore per riflettere su tradizione, innovazione e identità gastronomica.

L’iniziativa ha celebrato anche i dieci anni dell’Associazione Ambasciatori del Gusto, oggi rete di oltre 250 professionisti impegnati nella valorizzazione del made in Italy enogastronomico.
Il Direttore Generale Gianluca De Cristofaro ha sottolineato il valore di un percorso fondato su coerenza, responsabilità culturale e visione futura, mentre il Presidente Alessandro Gilmozzi ha evidenziato
l’importanza di una cucina inclusiva e contemporanea, capace di unire tradizione, innovazione e responsabilità culturale, valorizzando anche il ruolo crescente delle chef donne.

Tra i momenti più significativi, il riconoscimento a Stanley Tucci come Ambasciatore del Gusto Benemerito, per il suo contributo alla diffusione della cultura culinaria italiana nel mondo. Forte anche il messaggio emerso dal confronto tra chef come Carlo Cracco e Antonia Klugmann: la cucina è memoria, ma anche spazio di contaminazione e creatività.
La scelta di Trieste come tappa simbolica ha rafforzato il tema del dialogo tra culture e territori, mentre il contributo di Massimiliano Fedriga ha evidenziato il valore della cooperazione in un settore chiave per l’economia italiana.
Non è mancato uno sguardo globale: Maurizio Martina -vice direttore FAO – ha ribadito
il ruolo della cucina italiana come modello sostenibile e presidio di autenticità nei sistemi agroalimentari contemporanei.

Tra networking, sostenibilità e alta cucina,
Futura 2026 si conferma un laboratorio di idee e una piattaforma strategica per il futuro del settore. Un appuntamento che unisce gusto, cultura e visione internazionale, già proiettato verso la prossima edizione.
