Buone notizie dalle dimore storiche, patrimonio vivo

Un patrimonio che parla di comunità
Non sempre le buone notizie fanno rumore.
Eppure, il VI° Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato dell’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS, presentato  e curato dalla Fondazione RiES, racconta una storia che merita di essere ascoltata: quella di un’Italia che custodisce, crea e genera valore.

Dimore storiche: presidi culturali nei territori
Le dimore storiche non sono solo bellezza: sono energia sociale.
In tutta la Penisola se ne contano 46.000, e quasi un terzo si trova nei piccoli comuni con meno di 5.000 abitanti. Proprio dove spesso si parla di spopolamento, questo patrimonio agisce come presidio culturale, economico e comunitario. In media, ogni comune italiano ospita almeno due dimore pronte ad aprire le porte e a creare opportunità.

Turismo e cultura: le dimore accolgono milioni di visitatori
E le porte, infatti, si aprono.
Nel 2024 questi luoghi hanno accolto oltre 35 milioni di visitatori: famiglie, studenti, turisti, professionisti. Più di 20.000dimore hanno organizzato almeno un evento culturale, trasformandosi in centri vivi di creatività, memoria e innovazione.

Economia che cresce grazie ai privati
La vitalità passa anche dall’economia.
Il 60% delle dimore genera attività produttive: turismo, agricoltura, eventi, produzioni tipiche. Non è un dettaglio, soprattutto perché parliamo di realtà che investono su sé stesse: l’85% degli interventi di manutenzione e restauro è autofinanziato dai proprietari, con oltre 50.000 euro di spesa annua per bene. Una scelta di responsabilità che sostiene lavoro, artigianato, filiere locali. E persino l’agricoltura trova casa in questo mondo: il 17% produce vino, olio o cereali.

Un potenziale ancora inesplorato
Il Rapporto racconta anche una promessa: c’è un enorme potenziale ancora inesplorato.
Oltre 10.000 dimore dichiarano di essere pronte ad avviare o ampliare attività economiche se il contesto burocratico diventasse più favorevole. È una fotografia chiara: dove l’Italia semplifica, l’Italia cresce.

Istituzioni e associazioni unite per il futuro
La presentazione del Rapporto, introdotta dal Vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè e dalla Presidente di A.D.S.I. Maria Pace Odescalchi, ha riunito rappresentanti delle istituzioni e delle principali realtà economiche, agricole e culturali del Paese. Un momento raro e prezioso: vedere mondi diversi seduti allo stesso tavolo per ragionare non su un problema, ma su una opportunità.

Un’Italia che funziona e può crescere ancora
L’immagine che emerge è quella di un patrimonio che non appartiene al passato, ma al futuro: capace di creare lavoro, animare i territori, sostenere la cultura e generare ricchezza.
Un’Italia che funziona, insomma. E che chiede solo di poter funzionare ancora meglio.

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