C’è un luogo, sulle alture di Fiuggi – Palazzo Fiuggi – dove per tre giorni si è tentato qualcosa che raramente si vede nel panorama del benessere: mettere insieme scienza, respirazione, biohacking, psicologia trasformativa e medicina rigenerativa in un unico protocollo esperienziale. Non un convegno, non un ritiro, non una moda, ma un’ esperienza umana – appunto- strutturata, in cui scienza e trasformazione personale convergono.
Gianluca Liguori, Stefano Santori, il Prof. Mario Vernetti e il maestro Stefano Targa hanno guidato un gruppo ristretto di dieci persone in un percorso intensivo in un viaggio emozionale e scientifico, dal corpo alla mente. Bagni ghiacciati, tecniche di respirazione apprese osservando il volume residuo dei polmoni, Light Therapy combinata con protocolli di collagene e vitamina C, visualizzazioni guidate per riscrivere convinzioni radicate: un mosaico interdisciplinare che si discosta sia dal benessere “new age” sia dalle ricette standard della medicina tradizionale.
Il risultato? Una formula nuova, ancora difficile da incasellare, che parla a un pubblico sempre più affamato di strumenti concreti e meno disposto a delegare la propria salute. Non si tratta solo di vivere meglio: il concetto che emerge è più radicale. Tornare padroni della propria biologia, rallentare l’età funzionale, rendere misurabili processi che di solito si raccontano in modo impreciso.
A colpire non sono state soltanto le tecniche, ma il filo rosso che le lega: dall’ossigenazione profonda ai meccanismi di memorizzazione, dalle modulazioni del microbiota al ruolo delle convinzioni identitarie. Tutto è stato presentato come parte di un unico sistema: muscoli, mitocondri, emozioni, luce, nutrizione e dialogo interno.
In un momento storico in cui il benessere è spesso schiacciato tra estremismi, tra chi riduce tutto ai parametri clinici e chi cerca scorciatoie miracolistiche, Fiuggi ha offerto un’altra possibilità: un laboratorio di consapevolezza che mette insieme tecnologia, neuroscienze e antiche pratiche corporee, senza cedere al sensazionalismo.
Le persone che vi hanno partecipato non parlano di “motivazione”: parlano di parametri misurati, di scoperte personali, di una nuova relazione con il corpo. Qualcosa, in quei tre giorni, ha funzionato e ha permesso di cambiare la percezione dell’idea stessa di salute.
Lorenzo Palma
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