C’è una vittoria che a Milano-Cortina 2026 vale più dell’oro. È quella di Francesca Lollobrigida, mamma e campionessa olimpica, simbolo di uno sport che non separa la performance dalla vita, ma le tiene insieme con fatica, verità e coraggio.

Pronipote di Gina Lollobrigida, icona del cinema mondiale, Francesca nasce praticamente sui pattini: li indossa per la prima volta a 14 mesi, seguendo le orme del padre Maurizio, più volte medagliato e recordman sui 50 chilometri, suo primo riferimento tecnico. Prima domina il pattinaggio a rotelle – nove titoli mondiali – poi, dopo Torino 2006, sceglie il ghiaccio per inseguire un sogno preciso: i Giochi Olimpici.
Un sogno che a Milano-Cortina si è compiuto fino in fondo. Dopo l’argento nei 3.000 metri e il bronzo nella mass start a Pechino 2022, una carriera costruita senza scorciatoie, Lollobrigida ha conquistato l’oro olimpico davanti al pubblico di casa, chiudendo un cerchio sportivo e umano.
Ma il punto non è solo il risultato. Perché prima di quella medaglia c’è stato un momento in cui Francesca ha pensato seriamente di mollare. Diventare madre, tornare ad allenarsi dopo una gravidanza, rimettere insieme corpo, testa e ambizione non è semplice.
“Ci sono stati giorni in cui mi sono chiesta se ne valesse ancora la pena», ha raccontato. «Essere madre cambia tutto, anche il modo in cui guardi lo sport”.

Il ritorno non è stato lineare né romantico. È stato fatto di stanchezza, sensi di colpa, allenamenti spezzati. Francesca voleva Tommy sempre con sé, anche in palestra, per non dover scegliere tra l’essere atleta e l’essere madre.
“A volte lo volevo lì, vicino, perché sapere che c’era mi dava forza. Non è facile rimettersi in pista dopo una gravidanza, ma non volevo rinunciare a nessuna parte di me”.

Sposata con Matteo Angeletti, pattinatore e preparatore atletico, ha costruito attorno a sé una rete fatta di famiglia, lavoro e fiducia. E da quella fragilità è nata una nuova forza.
“Mio figlio non mi ha tolto nulla”, ha detto dopo l’oro olimpico. “Mi ha dato un motivo in più per non mollare”.
La sua storia è una buona notizia perché rompe un tabù ancora fortissimo: quello che vuole la maternità come un punto di fine e Milano-Cortina 2026 è stata la sua quarta Olimpiade: quella della completezza, non solo atleta o mamma: entrambe le cose, insieme.
Per l’AltraItalia, questa è la vittoria che conta davvero. Perché racconta uno sport più umano, più vero, capace di accogliere la vita invece di chiederle di stare fuori.
E se questa Olimpiade doveva lasciare un’immagine, è quella di Francesca Lollobrigida che vince — senza aver rinunciato a nulla di sé.
