Dominik Paris, a Milano-Cortina il Re della Stelvio si tinge di bronzo

Dominik Paris in azione

La neve, per lui, è sempre stata destino. Figlio di un maestro di sci, Dominik Paris mette gli sci prima ancora di capire cosa significhi davvero la parola “carriera”. A sei anni è già al cancelletto di partenza. Poi le vittorie giovanili, il doppio sigillo al Trofeo Topolino, l’ingresso nel circuito FIS a quindici anni.

Eppure la sua storia non è lineare. A cavallo della maggiore età rischia di perdersi. Lascia tutto, va a fare il pastore in una malga svizzera. Un’estate intera tra silenzio e fatica. È lì che ritrova la fame. È lì che decide che la velocità sarà la sua lingua.

Dominik Paris, lo sci e la musica mi fanno volare
Dominik Paris, “lo sci e la musica mi fanno volare”

Il ritorno è quello dei grandi: argento mondiale in discesa nel 2013, oro iridato in super-G nel 2019. Ventiquattro vittorie in Coppa del Mondo, secondo azzurro di sempre al pari di Gustav Thöni, dietro soltanto ad Alberto Tomba.

Ci sono piste che diventano identità. La Streif dell’Hahnenkamm Rennen, dove lascia il segno. Ma soprattutto Bormio, la Stelvio. Sei vittorie in discesa su quel tracciato che scende diritto nel cuore della montagna. Per questo è il “Re della Stelvio”.

Dominik Paris, a destra
Dominik Paris, a destra

E poi…Milano-Cortina 2026. Sotto il sole di Bormio, nella prima discesa libera della rassegna casalinga, si assegna la prima medaglia olimpica. Vince lo svizzero Franjo von Allmen, ma alle sue spalle l’Italia celebra un doppio podio: l’argento va a Giovanni Franzoni, il giovane re di Kitzbühel al debutto olimpico, e il bronzo è finalmente per Dominik Paris.

Trentasei anni, la pista che più ama, una carriera lunghissima alle spalle, e quella medaglia olimpica che mancava da sempre. Sul tracciato che conosce curva dopo curva, corona un sogno inseguito e sfiorato in quattro precedenti edizioni. L’inchino al pubblico è il gesto di chi sa di aver chiuso un cerchio: la Stelvio non è più solo una pista, è Olimpo.

Fuori dalle piste resta un ragazzo di montagna: famiglia, piatti tradizionali, chitarre rock nelle cuffie. Ma quel giorno, a Bormio, Dominik Paris ha scritto un’altra pagina indelebile della sua leggenda.

Lascia un commento

*