Riccardo Lorello, l’olimpiade del ragazzo di Rho

Riccardo Lorello a dx, medaglia di bronzo

Ci sono atleti che nascono in montagna e altri che crescono tra capannoni industriali e piste artificiali. Riccardo Lorello appartiene alla seconda specie. Nato il 5 dicembre 2002 e cresciuto nell’hinterland milanese, tra Rho e la cintura nord di Milano, non ha avuto ghiacciai davanti alla porta di casa. Ha avuto parcheggi, palazzetti, sacrifici quotidiani.

I primi passi li muove sui pattini a rotelle. È lì che impara l’equilibrio, la sensibilità della lama – anche se ancora non è lama – e soprattutto il ritmo. Perché il pattinaggio, prima di essere forza, è musica interna. È cadenza. È ascolto del proprio respiro.

Il passaggio al ghiaccio arriva in adolescenza, quasi come una sfida. La pista lunga lo affascina: 5000 e 10000 metri, le distanze che non perdonano chi parte troppo forte e non salvano chi ha paura. Sceglie la fatica vera, quella che si costruisce giro dopo giro. Entra nei gruppi federali, lascia la comfort zone lombarda per allenarsi dove il ghiaccio è cultura quotidiana. Cresce lontano dal rumore, imparando il mestiere contro avversari più esperti, spesso nordici, spesso abituati a quel mondo da generazioni.

Non è un talento da copertina precoce. È un talento da costruzione lenta. I primi piazzamenti internazionali, le gare di Coppa del Mondo chiuse a ridosso dei migliori, la consapevolezza che il suo motore aerobico può portarlo lontano. Intanto si forma come uomo oltre che come atleta: disciplina, studio del dettaglio tecnico, ossessione per la regolarità del passo.

Poi arriva Milano-Cortina 2026. L’ovale è a pochi chilometri da casa. Non è solo un impianto olimpico: è il suo territorio. Nei 5000 metri pattina con lucidità sorprendente per un esordiente. 6:09.22. Bronzo olimpico, dietro soltanto a Sander Eitrem e Metodej Jílek, davanti a campioni affermati come Davide Ghiotto.

L’emozione, quando capisce che il podio è suo, è quella di un ragazzo che ha accorciato la distanza tra sogno e realtà senza mai smettere di pattinare nel silenzio.

Riccardo Lorello in azione
Riccardo Lorello in azione

La sua bio, in fondo, è questa: un ragazzo di pianura che ha scelto uno sport nordico, una disciplina di nicchia, e ha trasformato la costanza in medaglia. Non un’esplosione improvvisa, ma un tempo lungo che trova il suo compimento nel giorno più grande.

Riccardo Lorello è la prova che anche lontano dai riflettori si può crescere fino a diventare protagonisti. Basta avere fiato, pazienza e il coraggio di restare in pista quando gli altri si fermano.

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