A Cortina, ai Giochi Paralimpici di Milano-Cortina 2026, al cancelletto di partenza dello slalom gigante c’è Chiara Mazzel.
Non guarda il pubblico. Non guarda il tabellone. Guarda solo la pista. Davanti a lei, qualche metro più in basso, c’è la sua guida, Nicola Cotti Cottini. Insieme, sempre. Loro, vanno. Nel para sci alpino la fiducia è tutto.
La guida parte qualche secondo prima, disegna la traiettoria e comunica ogni cambio di ritmo con la voce e la radio nel casco.
Quando Cottini si muove, Chiara lo segue. Sempre. Non è sempre stato così semplice.
Qualche anno prima Chiara era solo una ragazza delle montagne del Trentino che amava sciare. Lo faceva come respirare: senza pensarci. Le piste erano il suo posto nel mondo. Poi arriva l’incidente.
Una strada bagnata, un attimo sbagliato, e la vita si ferma. In ospedale le parole arrivano lente: riabilitazione, adattamento, nuova normalità.
Per mesi lo sci resta fuori dalla finestra, come qualcosa che appartiene a un’altra persona.
Finché un giorno qualcuno le parla dello sci paralimpico. La prima volta sul monosci non è epica. È difficile, instabile, faticoso.
Chiara cade.Si rialza. Cade ancora. Ma ogni volta ride un po’ di più. È così che ricomincia.

Negli anni successivi arrivano le gare, le sveglie prima dell’alba, gli allenamenti sulle piste vuote. E arriva anche l’incontro che cambia tutto: quello con Cottini, la guida che imparerà a conoscere ogni suo movimento.
All’inizio si studiano. Nel para sci la coppia è quasi una lingua segreta: ritmo, fiducia, istinto.
Poi un giorno succede qualcosa. Non serve più parlare troppo. Chiara sente le linee della pista esattamente come le disegna Cottin.
È lì che diventano una squadra. E quella squadra arriva fino a Cortina 2026.
La pista delle Tofane è dura, tecnica. Il pubblico italiano riempie le tribune. Quando Cottin scatta dal cancelletto, la sua voce arriva chiara nel casco:
“Vai, Chiara.” Lei parte.
Le porte scorrono veloci, una dopo l’altra. Il ritmo è alto, quasi aggressivo. A metà tracciato un piccolo errore fa perdere qualche centesimo. Ma Chiara non rallenta.

Segue la linea della guida come se fosse una traccia invisibile nella neve. Quando taglia il traguardo alza lo sguardo verso il tabellone.
E mentre lei e Cottin scivolano via lentamente dalla pista, Cortina sembra sussurrare una promessa: questa storia, forse, è solo appena iniziata.
