La nuova Micra torna elettrica e pronta a riconquistare la città

Ci sono nomi che non scompaiono mai davvero dalle strade. Rimangono nella memoria collettiva, nelle prime auto di famiglia, nelle chiavi passate di mano in mano. Micra è uno di questi. E oggi torna a far parlare di sé con una svolta che segna un nuovo capitolo: la sesta generazione è completamente elettrica.

La nuova Nissan Micra debutta sulle strade italiane con l’ambizione di riportare un’icona urbana al centro del segmento B, il più combattuto del mercato. Ma questa volta la sfida non si gioca solo su dimensioni compatte e praticità: la partita è tutta sull’elettrificazione.

Compatta fuori, quattro metri appena, ma progettata per muoversi con disinvoltura tra traffico e parcheggi stretti, la nuova Micra promette anche qualcosa di più della classica city car. La versione con batteria da 52 kWh arriva fino a 416 chilometri di autonomia, mentre la ricarica rapida consente di passare dal 15 all’80% in circa mezz’ora.

Non è solo questione di numeri. Nissan punta su una formula che negli anni ha costruito il successo del modello: design riconoscibile, guida agile e tecnologia accessibile. I fari circolari che sono quasi una firma stilistica, tornano protagonisti, mentre l’abitacolo si trasforma in uno spazio digitale dominato da due schermi da oltre dieci pollici e dai servizi Google integrati.

Sul piano della guida, la promessa è quella di un’auto più “matura” rispetto alla tradizione delle utilitarie: sospensioni posteriori multilink, diverse modalità di guida e una piattaforma elettrica pensata per abbassare il baricentro e migliorare stabilità e comfort.

Dietro il ritorno della Micra c’è però anche una strategia più ampia. Per Nissan rappresenta l’inizio di una nuova fase della sua offensiva elettrica in Europa. Nei prossimi mesi arriveranno infatti anche la nuova Leaf e una versione completamente elettrica di Juke.

La Micra, in fondo, è sempre stata più di una semplice utilitaria. Dal 1992 a oggi ne sono state vendute circa 600 mila solo in Italia, diventando per molti il primo incontro con il marchio giapponese.

Oggi quel nome prova a reinventarsi. Non con nostalgia, ma con una domanda implicita rivolta al mercato: può una piccola icona urbana diventare protagonista anche nell’era elettrica?

 

Di Lorenzo Palma

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