Tra celebrazione, territorio e cultura del consumo consapevole, il Consorzio del Prosecco ( e i suoi rappresentanti) si è inserito nel racconto delle Olimpiadi invernali, come simbolo di identità veneta e stile italiano.
Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 si sono concluse lasciando un’eredità che va oltre le medaglie. Tra la modernità internazionale di Milano e la maestosità alpina di Cortina d’Ampezzo, lo sport ha dialogato con il territorio, trasformando ogni competizione in un racconto identitario.

Il Consorzio di Tutela del Prosecco DOC si è inserito in questo racconto con i vini di diversi produttori veneti, portando il Prosecco al centro della scena. Non solo come presenza conviviale, ma come simbolo di equilibrio, cultura e stile: perché lo sport parla di disciplina e performance, ma anche di condivisione e celebrazione. In quei momenti sospesi dopo la gara, quando si brinda a una vittoria o si rende omaggio a una sfida, anche il vino sa parlare il linguaggio dello sport.
La voce di Alberto Serena, Ceo di Montelvini
Alberto Serena, CEO di Montelvini – azienda storica nella produzione del Prosecco – ha raccontato le sue impressioni sulle Olimpiadi: “È stato bello vedere come lo sport possa convivere con la cultura del vino senza contrasti. Spesso si costruisce una narrazione sugli zuccheri del Prosecco, ma basta guardare gli atleti: ho visto qualcuno bere Coca-Cola, ad esempio, eppure il messaggio sugli zuccheri del nostro prodotto diventa una questione relativa. Il Prosecco, soprattutto nelle versioni brut, ha un contenuto zuccherino moderato e può inserirsi in uno stile di vita equilibrato e sportivo”.

Serena ha poi raccontato all’Altraitalia sul futuro dello spumante analcolico brut proprio di Montelvini, di cui abbiamo parlato ampiamente proprio in occasione della sua uscita sul mercato: “È un prodotto che senza dubbio può rientrare nello stile alimentare di uno sportivo. Mantiene il rito della convivialità, senza alcol, e risponde all’attenzione crescente verso salute e benessere. Lo sport e il vino convivono, basta saperli leggere in chiave equilibrata”.
In questo modo, il Prosecco, insieme ai produttori veneti e al Consorzio, ha contribuito a raccontare non solo una storia di territorio, ma anche di cultura e stile: un brindisi che unisce disciplina, passione e celebrazione, proprio come le Olimpiadi.
Chiara Vannini
