Rocca Pietore, estate da vivere in Marmolada.

Il territorio di Rocca Pietore si trova ai piedi della Marmolada, la vetta più alta delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità ed è caratterizzato da piccoli ma accoglienti borghi di montagna. Una vera perla di questa destinazione ai piedi della Marmolada è sicuramente Sottoguda, uno dei Borghi più Belli d’Italia, un tipico villaggio di montagna dell’area Dolomitica caratterizzato dai tabièi, i tipici fienili, e da scorci unici.

Rocca Pietore è parte del rinomato comprensorio sciistico Arabba-Marmolada con le due stazioni Arabba e Malga Ciapela offre 62 km di piste e 30 moderni impianti di risalita. Varie sono le attrattive turistiche, naturali, culturali e di intrattenimento anche durante la stagione estiva e autunnale, e non solo sci d’inverno. I percorsi escursionistici alla portata di tutti, dai più semplici ai più impegnativi, consentono di scoprire un ambiente naturale suggestivo e incontaminato; l’artigianato e la gastronomia tipica, la conoscenza delle usanze, delle tradizioni e della storia locale attraverso la visita dei musei contribuiranno a rendere la vacanza più piacevole e completa. Le varie proposte per le attività estive spaziano dall’escursionismo, alla visita agli alpeggi e alle malghe del territorio, all’arrampicata, le vie ferrate e la mountain bike. I moderni impianti di risalita di Rocca Pietore, aperti sia in estate che in inverno, garantiscono di raggiungere in modo confortevole l’alta quota per godere di panorami davvero indimenticabili. L’ospitalità e l’accoglienza autentica delle strutture ricettive, a gestione prevalentemente familiare, vi farà sentire subito a casa.

Anche in ambito enogastronomico: ricette semplici, ma preziose, fatte di accorgimenti sapienti sono la base della cucina di questa zona. Una cucina riscoperta oggi dai più prestigiosi ristoranti e che si fonda su prodotti genuini: lo speck, i formaggi di malga, i “casonzièi”, a forma di mezzaluna, di zucca con ricotta e burro fuso ma che si possono preparare anche con altri ripieni: di spinaci, di patate, erbe selvatiche molto saporite “grìsoi o gaméita”. Simili sono le “turtole” (in Val Pettorina) che però hanno un ripieno di crauti o di spinaci e si friggono nell’olio bollente. Uno dei piatti più noti della cucina dell’intera zona assieme ai “casonzièi” sono le “bale” o “balòte” in italiano canederli allo speck, agli spinaci, al formaggio accompagnati allo spezzatino, in brodo o con l’insalata. Altre pietanze tipica sono la selvaggina nobile ed erbe selvatiche accompagnata dalla polenta e la “menèstra da orz”, zuppa d’orzo con stinco di maiale affumicato. Molteplici le varietà di dolci come le “fiorostide”, le “fortaie” oppure i “tortiei da pom” frittele di mele, delle frittelline da accompagnare con il vin brulé che erano tipici delle feste”. Non mancano nella tradizione le grappe aromatizzate al cumino, al pino mugo, al ginepro, ai mirtilli e fragoline di bosco.

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