Dopo estati sempre più calde, anche il modo di progettare le nostre abitazioni è destinato a cambiare: verde, comfort, efficienza e resilienza diventano parte del valore di una casa. Dopo un’estate segnata dal caldo intenso, una domanda diventa sempre più concreta: le case italiane sono progettate per il clima che ci aspetta?

La risposta passa anche dal modo in cui progettiamo gli spazi in cui viviamo. Isolamento, schermature solari, ventilazione, qualità dell’aria e gestione dei consumi non saranno soltanto caratteristiche legate all’efficienza energetica, ma elementi fondamentali per garantire comfort durante periodi di caldo sempre più intenso.

Anche il quartiere avrà un peso crescente. Una ricerca di Humans&Data evidenzia il rapporto tra qualità dell’ambiente urbano e benessere: chi vive vicino a parchi e aree verdi registra una felicità generale mediamente superiore del 18% e una soddisfazione per il quartiere più alta del 38%. Anche pedonalità e ciclabilità risultano associate a livelli di benessere maggiori.

Non è quindi un caso che il Wellness Real Estate sia diventato uno dei segmenti più dinamici del mercato immobiliare. Secondo il Global Wellness Institute, il settore vale circa 548 miliardi di dollari e potrebbe superare i 1.000 miliardi entro il 2029, con una crescita dell’82%.

Dietro questa crescita c’è però qualcosa di più profondo del semplice mercato del wellness. Il clima sta cambiando i criteri con cui valutiamo una casa.

Un’abitazione ben isolata, luminosa ma protetta dal sole, ventilata e inserita in un quartiere con alberi, aree verdi e servizi potrebbe diventare sempre più importante non solo per risparmiare energia, ma per vivere meglio e affrontare le nuove condizioni climatiche.

La casa del futuro, quindi, non sarà necessariamente più tecnologica o più costosa. Sarà una casa progettata per proteggerci dal clima, mentre il quartiere dovrà contribuire a fare lo stesso. È qui che cambiamento climatico, edilizia e qualità della vita finiscono per incontrarsi.