Non solo guardare un film, ma imparare a scriverlo, girarlo, interpretarlo e montarlo. È questa la direzione in cui si sta muovendo la media education nelle scuole italiane, dove il linguaggio audiovisivo sta entrando sempre più spesso nei percorsi didattici.


Il tema è emerso alla Mostra del Cinema di Venezia durante “Media Education: il potere trasformativo del cinema breve”, l’incontro promosso da Spaggiari attraverso ClasseViva EXTRA in collaborazione con WeShort. Al centro, le esperienze realizzate direttamente dagli studenti e cinque cortometraggi selezionati tra oltre quaranta candidature.

I progetti premiati arrivano da scuole di Bari, Modena, Ostuni, Bergamo e Civitanova Marche e raccontano temi diversi, dalla memoria al bullismo, mostrando come la produzione audiovisiva possa diventare parte del processo educativo.

La differenza rispetto al semplice consumo di immagini è sostanziale. Scrivere una storia, girare un film e lavorare al montaggio significa confrontarsi con gli altri, fare delle scelte, sviluppare capacità creative e imparare a leggere in modo più consapevole ciò che si vede.

Un’esigenza sempre più attuale in una realtà dominata da social, video e contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

Durante l’incontro è stato ricordato anche il lavoro del Piano CIPS, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per sostenere l’educazione all’immagine. Secondo i dati presentati a Venezia, negli ultimi sette anni sono stati investiti circa 20 milioni di euro all’anno, raggiungendo quasi due milioni di studenti.

Tra i progetti presentati c’è anche “Prove tecniche di empatia”, cortometraggio sul bullismo diretto da Jacopo Cullin e realizzato con studenti sardi senza precedenti esperienze attoriali. In questo caso il cinema diventa anche uno strumento per lavorare sulle relazioni e sull’empatia.

È forse questo l’aspetto più interessante della media education: non insegnare ai ragazzi soltanto a comprendere le immagini che incontrano ogni giorno, ma metterli nelle condizioni di crearle.