L’Anima nelle Chiavi: Quando l’Ospitalità si Fa Destino
Esistono luoghi che non sono semplicemente edifici, ma scrigni di memorie stratificate. Luoghi dove il ticchettio delle chiavi sul bancone non è un suono burocratico, ma il battito di un cuore che accoglie. In Italia, l’albergo è spesso questo: un’estensione della casa, un presidio di resistenza e un laboratorio di futuro. È da questa consapevolezza che nasce “Cuore d’Albergo. Storie di Donne e Uomini. Racconti d’Impresa e d’Italia”, la prima opera editoriale firmata BWH Hotels, scritta con sensibilità letteraria da Simona Teodori.
L’ospitalità come missione di vita
Non è un libro di numeri, né un manuale di marketing. È un viaggio nel tempo che attraversa il Novecento e si affaccia sul nuovo millennio, raccogliendo dieci vicende umane straordinarie. Sono storie di albergatori che hanno scelto di crescere sotto l’egida dei brand BWH, ma che prima di tutto hanno scelto di restare umani in un mondo che cambia. Tra le pagine, il lettore incontra figure mitiche come la famiglia Capuzzo, che nella Torino ferita dall’occupazione nazifascista trasformò il proprio hotel in un rifugio per famiglie ebree e staffette partigiane, o pioniere come Gilda e Luisita Ciana, apripista di una leadership femminile sulla Riviera Ligure.

La visione della Presidenza: il cuore oltre l’impresa
Questo mosaico di vite trova la sua sintesi nelle parole di chi guida il Gruppo con una visione che va oltre il business. “Cuore d’albergo ci emoziona e ci rappresenta” — afferma Walter Marcheselli, Presidente BWH Hotels Italy & South East Europe — “In queste pagine troviamo il respiro autentico dell’ospitalità italiana, fatta di imprenditori e di famiglie, di generazioni, di sogni condivisi, sacrifici e gioie. Ogni racconto è la testimonianza viva di come l’hotel possa essere molto di più di un luogo: è un simbolo, una casa, una rinascita. Sono orgoglioso di vedere raccontata la passione e la resilienza di tanti imprenditori che hanno fatto dell’accoglienza una missione tramandata nel tempo. Questo libro è un omaggio a loro, a tutti gli albergatori del nostro Gruppo, alla loro capacità di innovare senza dimenticare le radici, di accogliere ogni giorno, prima di tutto con il cuore”.

Un’eredità globale dalle radici indipendenti
Questa vocazione all’accoglienza poggia su fondamenta storiche solide. Best Western, nata negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra, ha rivoluzionato il concetto di ospitalità mondiale introducendo un modello allora inedito: un’associazione di albergatori indipendenti che si univano per garantire standard di qualità pur mantenendo la propria unicità. In Italia, questo modello ha trovato terreno fertile sin dagli anni ’80, diventando il vessillo di un’ospitalità che non standardizza, ma valorizza le specificità locali. Storicamente, Best Western ha rappresentato per il nostro Paese il ponte tra la gestione familiare e i mercati internazionali, elevando la “pensione italiana” a punto di riferimento globale e diventando il principale rappresentante dell’ospitalità come forma d’arte nel mondo.

Oltre l’accoglienza: il valore sociale della memoria
Sotto la direzione di Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe, questo progetto editoriale si inserisce nel percorso del Gruppo come Società Benefit. È un modello d’impresa che misura il proprio successo non solo in termini economici, ma anche per l’impatto culturale e sociale. Dare voce a queste famiglie significa riconoscere che dietro ogni insegna c’è un’identità che appartiene al patrimonio del Paese e che merita di essere preservata e raccontata come ispirazione per le nuove generazioni di professionisti.

In un’epoca di standardizzazione globale e ospitalità impersonale, esiste ancora una rete che sceglie di mettere al centro l’identità e il valore della singola impresa familiare. Scoprire che dietro un’insegna internazionale — storica icona dell’ospitalità nel mondo — batte un cuore profondamente italiano ci rassicura sul fatto che il futuro del nostro turismo non è fatto di algoritmi, ma di persone capaci di aprire una porta e farci sentire, finalmente, a casa.