La sanità sta cambiando e uno dei passaggi più importanti riguarda il rafforzamento della medicina territoriale. Portare alcune prestazioni diagnostiche più vicino al paziente significa ridurre attese, spostamenti e passaggi intermedi, con possibili vantaggi anche per l’organizzazione del Servizio sanitario nazionale.

In questo scenario si inserisce la diagnostica molecolare decentralizzata, che consente di effettuare determinati test direttamente nei punti di cura, senza dover necessariamente inviare ogni campione a un laboratorio centrale.
Il principio è semplice: avvicinare la diagnosi al paziente mantenendo però il collegamento con il laboratorio di riferimento. Un modello particolarmente interessante nella gestione delle cronicità e nei contesti territoriali, dove disporre rapidamente di informazioni diagnostiche può aiutare il professionista sanitario a prendere decisioni più tempestive.
Una rete, non una sostituzione

La diagnostica decentralizzata non punta a sostituire i laboratori, ma a creare una rete nella quale strutture centrali e punti di cura lavorano in modo coordinato.
Parte delle analisi può essere eseguita sul territorio, mentre il laboratorio mantiene il ruolo di riferimento per supervisione, controllo qualità e governance scientifica. Ridurre trasporti e tempi di attesa può inoltre alleggerire il lavoro dei laboratori centrali, permettendo loro di concentrarsi sulle prestazioni più complesse.

A rendere possibile questo modello sono tecnologie come automazione, cloud, sistemi di gestione dei dati e intelligenza artificiale. L’obiettivo è rendere il processo più rapido e tracciabile, senza sottrarre al professionista sanitario la responsabilità della valutazione clinica.
Il ruolo dell’innovazione italiana

È in questa direzione che lavora Helyx Industries, healthcare biotech italiana impegnata nello sviluppo di tecnologie per la diagnostica molecolare.
L’azienda sviluppa soluzioni pensate per portare alcune analisi fuori dal laboratorio tradizionale, mantenendo la possibilità di gestire e condividere i dati attraverso sistemi connessi.
“La diagnostica decentralizzata non sostituisce il laboratorio ma lo affianca, avvicinando le prestazioni diagnostiche al paziente”, spiega Stefano Lo Priore, co-founder e presidente esecutivo di Helyx Industries.
La sfida, dunque, non è soltanto tecnologica. È soprattutto organizzativa: capire come utilizzare l’innovazione per costruire una sanità più vicina alle persone, nella quale la rapidità della diagnosi possa contribuire a rendere più efficiente l’intero percorso di cura.
La diagnostica molecolare decentralizzata si inserisce proprio in questa trasformazione
meno distanza tra il paziente e il test, più velocità nell’accesso alle informazioni e una maggiore integrazione tra territorio e laboratori.