Il Merano WineFestival arriva in Calabria

Il Merano WineFestival Calabria – Essenza del Sud di Cirò Marina nasce come estensione meridionale del celebre Merano WineFestival, uno degli appuntamenti enologici più autorevoli in Europa, da sempre dedicato alla selezione e alla valorizzazione delle eccellenze vitivinicole. Portarlo in Calabria significa ribaltare il punto di vista: non più solo territori da scoprire al Nord, ma una regione del Sud che si presenta con forza, identità e qualità riconosciuta.


La Calabria al centro della scena del vino

La scelta della Calabria non è casuale. Cirò e il suo territorio rappresentano una delle culle storiche del vino mediterraneo, erede dell’antica Enotria e della tradizione della Magna Grecia.

Qui il vino non è soltanto produzione agricola, ma cultura stratificata, paesaggio e memoria collettiva. Inserire questo contesto dentro il format del Merano WineFestival significa creare un ponte tra storie diverse del vino italiano, mettendo la Calabria al centro di un dialogo internazionale.

Un evento che coinvolge la comunità

L’evento non è solo una manifestazione enologica, ma un’esperienza che coinvolge profondamente la comunità locale. Tra piazze, cantine, aziende e ristoratori, il territorio diventa protagonista insieme alle persone che lo abitano e lo rendono vivo ogni giorno.

È una festa diffusa, dove produttori, chef, agricoltori, tecnici e visitatori si incontrano senza distanze, trasformando il vino in un linguaggio comune e accessibile.

Questa dimensione umana è ciò che rende il festival diverso da una semplice fiera: non si viene solo per degustare, ma per condividere storie, esperienze e identità. Il vino diventa un ponte tra chi produce e chi assaggia, tra chi lavora la terra e chi la scopre per la prima volta.

Abbinamenti: il racconto del gusto

Nel video collegato, questo spirito prende forma attraverso il tema degli abbinamenti. Il percorso parte dal baccalà, interpretato dallo chef Enzo Cannatà, chef reggino e interprete della cucina identitaria mediterranea, che ne valorizza la sapidità e la struttura delicata, costruendo un dialogo diretto con i vini calabresi.

Bianchi freschi, minerali e tesi accompagnano il piatto senza sovrastarlo, raccontando il legame profondo tra mare e vigneti ionici.

La visione della terra

A dare una chiave di lettura più ampia interviene l’agronomo Giuseppe Camastra, tecnico del territorio e profondo conoscitore delle produzioni locali, che ricorda come ogni equilibrio sensoriale nasca prima di tutto in campagna.

La qualità del vino e del cibo è il risultato di un lavoro quotidiano fatto di terra, clima e pratiche agricole sostenibili, dove la filiera corta non è una moda ma una realtà concreta.

Il finale dolce della Calabria

Il percorso si chiude con il dolce, affidato al maestro pasticcere Paolo Caridi, interprete della pasticceria identitaria regionale, che propone un dessert al limone.

Qui entrano in gioco gli agrumi calabresi, la loro intensità aromatica e la loro capacità di dialogare con vini freschi e profumati, chiudendo l’esperienza con equilibrio e leggerezza.

Un’unica narrazione

Tre figure diverse, tre linguaggi complementari, un’unica visione

raccontare la Calabria attraverso il cibo e il vino come esperienza condivisa, concreta e profondamente umana.