Ci sono piatti che raccontano un territorio e altri che raccontano le persone. Poi ce ne sono alcuni che riescono a fare entrambe le cose. È il caso dei tortellini del Tortellante e dei plin di MagazziniOz, laboratorio gastronomico e di inclusione sociale a Torino. Due realtà nate in contesti diversi ma accomunate dalla stessa convinzione: la cucina può essere uno straordinario strumento di inclusione, formazione e crescita.

Dietro un tortellino chiuso a mano o una sfoglia perfettamente tirata non c’è soltanto un gesto tecnico. C’è una tradizione che passa di mano in mano, un sapere antico che diventa occasione di autonomia, relazione e futuro per chi, troppo spesso, rischia di rimanere ai margini.

MagazziniOz, dove il lavoro crea opportunità

Nel cuore di Torino, in un elegante palazzo storico di via Giolitti, MagazziniOz rappresenta uno dei progetti più riusciti di imprenditoria sociale italiana. Nato nel 2014 dalla Fondazione CasaOz, l’organizzazione che da anni sostiene famiglie con bambini malati o con disabilità, il progetto unisce ristorante, caffetteria, emporio e spazi dedicati alla formazione.

Parte dello staff di MagazziniOz

La sua forza è quella di coniugare qualità gastronomica e impatto sociale. Ogni giorno persone con disabilità, giovani, rifugiati, migranti e donne vittime di violenza lavorano fianco a fianco con professionisti della ristorazione, costruendo competenze e percorsi di autonomia. Oggi una parte significativa dello staff proviene proprio da queste esperienze di inclusione lavorativa.

Dal 2014 oltre quaranta persone con disabilità hanno intrapreso un percorso professionale attraverso MagazziniOz e molte hanno poi trovato occupazione stabile anche presso importanti aziende del territorio.

Ma MagazziniOz è molto più di un ristorante. È un luogo in cui si mangia bene, si acquistano prodotti artigianali e gastronomici selezionati e, soprattutto, si sostiene un modello capace di dimostrare che impresa e responsabilità sociale possono crescere insieme.

L’incontro con Il Tortellante

Da questa visione condivisa è nata – in occasione di un evento gastronomico che ha visto il coinvolgimento di chef nazionali e internazionali – la collaborazione con Il Tortellante, il laboratorio modenese dove la pasta fresca diventa uno strumento educativo e di inclusione per ragazzi e giovani adulti con disturbo dello spettro autistico.

L’idea è semplice quanto potente: mettere insieme due eccellenze gastronomiche e due esperienze sociali per raccontare come il cibo possa creare relazioni, valorizzare le persone e generare cambiamento.

Così i celebri tortellini con crema di Parmigiano Reggiano, preparati a mano dai ragazzi del Tortellante, incontrano i plin al sugo d’arrosto di MagazziniOz in un dialogo ideale tra Emilia e Piemonte, tra tradizione e innovazione sociale.

Perché imparare a preparare la pasta fresca significa molto più che acquisire una tecnica. Richiede precisione, concentrazione, coordinazione, manualità e pazienza. È un esercizio che stimola capacità cognitive e motorie, rafforza l’autostima e restituisce il valore del lavoro fatto insieme.

Il Tortellante: mani che imparano, persone che crescono

Il Tortellante nasce a Modena grazie all’associazione Aut Aut Modena, impegnata da anni nel sostegno alle persone autistiche, con il sostegno dello chef Massimo Bottura e di Lara Gilmore – moglie del celebre chef modenese – , che hanno contribuito fin dall’inizio a dare visibilità e continuità al progetto.

Qui i ragazzi imparano l’arte del tortellino dalle autentiche sfogline modenesi, custodi di una tradizione tramandata da generazioni. Il laboratorio diventa così uno spazio dove il sapere artigianale incontra la crescita personale.

Gli obiettivi sono molteplici: sviluppare autonomia, favorire l’inclusione sociale e lavorativa, valorizzare il patrimonio gastronomico modenese e creare un dialogo continuo tra generazioni, con giovani e anziani che lavorano fianco a fianco.

I tortellini realizzati nel laboratorio vengono poi utilizzati in eventi, iniziative solidali e distribuiti attraverso una rete di sostenitori, contribuendo a finanziare il progetto stesso.

Come racconta Lara Gilmore:

“Come tutte le abilità, nello sport come nell’arte, vanno allenate. Anche nella gastronomia si può. Noi del Tortellante alleniamo i nostri ragazzi speciali a esprimere al meglio le proprie capacità. Nel lavoro come nella vita.”

L’incontro tra MagazziniOz e Il Tortellante ha dimostrato

come la cucina possa diventare molto più di un luogo dove si preparano piatti di qualità. Può trasformarsi in uno spazio di formazione, inclusione e dignità, dove il talento di ciascuno trova il modo di esprimersi.

L’auspicio è che esperienze come queste diventino sempre più conosciute e possano fare rete, mettendo in comune competenze, idee e buone pratiche. Perché dietro ogni piatto preparato con cura può nascondersi una storia di crescita personale e un modello di società capace di lasciare davvero il segno.