Esiste una Liguria che non urla, che non si concede alla fretta dei selfie mordi-e-fuggi e che resiste alle rotte del turismo di massa. C’è un confine invisibile che delimita le celebrate Cinque Terre, dove il paesaggio ritrova la sua dimensione più autentica e protetta. L’Altra Italia vi porta questa settimana alla scoperta di Portovenere.
La “capitale”del Golfo dei Poeti, poco lontano da La Spezia, è così: un po’ meno presente nei radar delle rotte commerciali, è un autentico gioiello marino che L’Altra Italia ha visitato per voi. Un golfo dove si è accolti e accompagnati da un vento da ponente meraviglioso e dal suono delle cicale, incessante e piacevolissimo.
È la fotografia di un turismo da diporto in ascesa e di alto livello, fatto di persone che scelgono di attraccare qui proprio per trovare pace.
È la dimostrazione perfetta di come la tutela del territorio e un’economia turistica rispettosa possano convivere, trasformando un borgo marinaro in un presidio di benessere e cultura.
Portovenere ci ricorda che il vero valore del viaggio non sta nel collezionare bandierine su una mappa, ma nel saper ascoltare il vento e nel riscoprire i sapori veri del territorio.
E a proposito di identità del luogo, c’è una chicca gastronomica legata a doppio filo a questo specchio di mare. Lo sapevate che, insieme a Taranto e Olbia, qui ci sono le cozze più buone d’Italia? I “muscoli” locali beneficiano di correnti e di un ecosistema perfetto, che regalano una sapidità e una consistenza uniche.