Vino, la guerra dei tappi. A vite è meglio per tutti.

Sigillare è la parola d’ordine forte e chiara che viene dal Nuovo Mondo del vino e il tappo a vite sarebbe una garanzia per produttori e consumatori. I tappi sintetici hanno ceduto dopo 28 mesi, gli altri a seguire. Il dott. Jamie Goode, giornalista inglese e degustatore di fama, ha seguito l’esperimento da esterno confermando come l’assaggio del vino tappato a vite sia stato migliore degli altri. Da alcuni anni, sempre più di frequente, si vedono bottiglie di vino con i tappi dalla chiusura a vite.

Laccatura anticorrosione per il contatto con gli alimenti…

Questo tappo, detto screw cap, è utilizzato soprattutto sulle bottiglie da litro, mentre nelle bottiglie da 0,75 litri la sua applicazione è limitata, non per motivi tecnici o pratici ma solamente per consuetudini. I tappi a vite sono prodotti in una lega di alluminio e protetti all’esterno e all’interno con una laccatura anticorrosione idonea per il contatto con gli alimenti. Se ne trovano di vari formati e ovviamente personalizzabili sia nei colori e sia nelle stampe.

Il tappo monopezzo in sughero naturale viene invece ricavato dalla plancia della corteccia nel suo spessore. La perdita di vino dalla bottiglia tappata (trafilamento) è un fenomeno che riguarda essenzialmente i tappi monopezzo, ma anche le altre tipologie di tappo, sebbene con frequenza molto minore. I tappi naturali sono a rilascio più lento, quelli tecnici sono a rilascio più veloce. Il sughero naturale colmatato viene sottoposto ad un trattamento per eliminare le imperfezioni superficiali, in questo modo risulta liscio ed omogeneo. Il tappo colmatato viene usato solitamente per tappare i vini fermi.

Lorenzo Palma

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