Tra vigneti percorsi in jeep, antichi reperti della Magna Grecia e grandi vini identitari, viaggio nella cantina che ha trasformato la Calabria in un racconto enologico internazionale.

Dalla strada al vigneto: la Calabria che non ti aspetti


C’è un modo per capire la Calabria che non passa dalle cartoline. Bisogna lasciare l’asfalto, imboccare le strade bianche che attraversano i vigneti, sentire la polvere sollevarsi dietro le ruote e guardare l’orizzonte dove il blu dello Ionio incontra il verde delle colline.



Noi de L’AltraItalia abbiamo scoperto la realtà di Librandi ( Rocca di Neto, Kr) a bordo di una jeep, attraversando campagne, filari e paesaggi che raccontano un volto autentico della regione. Un’esperienza che restituisce il senso più profondo dell’antica Enotria, il nome con cui i Greci indicavano la terra del vino.



Da oltre settant’anni Librandi rappresenta uno dei punti di riferimento dell’enologia meridionale.

Fondata a Cirò Marina, l’azienda ha contribuito in modo decisivo alla valorizzazione dei vitigni autoctoni calabresi, portando il nome della regione sulle tavole e nei mercati internazionali.


La filosofia aziendale non si è mai limitata alla produzione di vino. La famiglia Librandi ha investito nella ricerca, nella tutela della biodiversità e nello studio delle varietà storiche regionali, contribuendo alla conservazione di un patrimonio viticolo unico nel panorama italiano.


Il Gaglioppo e l’identità di un territorio


Parlare di Librandi significa inevitabilmente parlare di Gaglioppo, il vitigno simbolo della Calabria. È attraverso questa varietà che l’azienda ha costruito gran parte della propria identità, interpretandone le diverse sfumature e dimostrando come il vino calabrese possa esprimere eleganza, carattere e longevità.
Accanto al Gaglioppo trovano spazio il Greco Bianco e altre varietà che raccontano una terra ricca di biodiversità e fortemente legata alle proprie radici.


Vi.Te.S., il museo dove il vino incontra la storia


Uno degli aspetti più sorprendenti della visita è il museo aziendale Vi.Te.S. (Viticoltura, Territorio e Storia), un luogo che va ben oltre il concetto tradizionale di museo d’impresa.


Tra antichi attrezzi agricoli, strumenti per la vinificazione, documenti storici e reperti archeologici, il percorso racconta l’evoluzione della viticoltura in Calabria attraverso i secoli. Ogni sala testimonia il legame profondo tra il territorio e la cultura del vino.


Quando la Magna Grecia produceva vino


Particolarmente affascinante è la sezione dedicata alle origini della viticoltura calabrese. I reperti esposti raccontano come gli antichi Greci abbiano introdotto in queste terre tecniche di coltivazione e pratiche enologiche che hanno contribuito a rendere celebre l’antica Enotria.


Anfore, strumenti di lavorazione e testimonianze archeologiche permettono di comprendere come il vino fosse già allora elemento centrale della vita economica, sociale e culturale della Magna Grecia.


I vini che raccontano la Calabria


Librandi ha saputo costruire una gamma di etichette che rappresenta una vera sintesi del territorio. Dal Cirò Rosso al Duca Sanfelice, dal Critone al Gravello fino al Magno Megonio, ogni vino esprime una diversa interpretazione della Calabria vitivinicola.
Non si tratta soltanto di prodotti di qualità, ma di racconti liquidi che parlano di mare, colline, sole, tradizioni e ricerca.


In luoghi come Librandi continua a vivere una Calabria autentica, fatta di paesaggi, cultura e lavoro quotidiano. Una Calabria che trova nel vino uno dei suoi linguaggi più efficaci e che riesce ancora oggi a raccontarsi al mondo con orgoglio e identità.