A Roma, nel cuore del quartiere Valle Aurelia e a due passi dal Vaticano, c’è un piccolo “porto culinario” dove il cibo diventa uno straordinario strumento di riscatto, incontro e condivisione. Parliamo di Gustamundo, un progetto etnico, etico e solidale nato nel 2017 da un’idea di Pasquale Compagnone, appassionato di cucina messicana, sostenuto dal ristorante di sua proprietà‘El Pueblo‘, punto di riferimento romano per le specialità di questo straordinario paese del Sudamerica.

L’obiettivo è dimostrare come la tavola possa essere il più potente spazio di dialogo interculturale, favorendo l’integrazione economica e sociale di rifugiati politici, richiedenti asilo e migranti. Chi un tempo era cuoco o ristoratore nel proprio Paese d’origine, qui trova una cucina pronta ad accoglierlo, trasformando la diversità in una fonte inestimabile di arricchimento reciproco e socialità. Un viaggio gastronomico straordinario che attraversa i sapori del mondo e le storie di chi lo abita.

La vera svolta è arrivata con la nascita di “In Cammino con Gustamundo”, una realtà composta al 70% da persone provenienti da contesti internazionali.

Per capire meglio come funziona questa eccellenza solidale, abbiamo raccolto le parole dei protagonisti del progetto.


L’Intervista:

Alla scoperta di Gustamundo

Domanda: Come nasce l’idea di Gustamundo e qual è la sua missione principale? 

Risposta: Il progetto è nato a Roma nel 2017 con l’idea di unire l’amore per la cucina alla solidarietà sociale. La nostra missione è promuovere l’integrazione economica e sociale di rifugiati politici e migranti che si trovano in condizioni di fragilità o a rischio emarginazione. Offriamo loro opportunità lavorative concrete e percorsi di sviluppo professionale all’interno del ristorante e nei servizi di catering.

Domanda: In che modo valorizzate le competenze di chi arriva in Italia da contesti difficili?

Risposta: Molte delle persone che accogliamo erano già cuochi o ristoratori nei loro Paesi di provenienza. Nel nostro ristorante etnico ed etico vengono impiegati come Chef e responsabili di sala.

Non si tratta solo di dare un lavoro, ma di valorizzare le differenti culture in un’ottica di crescita reciproca. Il menù stesso è un viaggio immaginario tra i sapori del mondo che attraversa le principali aree interessate dai flussi migratori.

Domanda: Quali sono i numeri e i risultati concreti raggiunti dall’inizio del progetto?

 Risposta: Dal lancio nel 2017 a oggi, abbiamo coinvolto circa 60 Chef provenienti da paesi come Senegal, Mauritania, Mali, Costa d’Avorio, Guinea, Siria, Afghanistan, Iran e Iraq; di questi, circa la metà sono donne. Inoltre, in appena due anni di attività siamo riusciti a rilasciare circa 170 CUD, segno tangibile di un impegno contrattuale e legale solido.

Domanda: La rete territoriale è fondamentale per progetti di questo tipo. Con chi collaborate?

Risposta: Abbiamo attivato tantissime collaborazioni strategiche con partner locali e nazionali. Lavoriamo a stretto contatto con numerosi CAS e SPRAR di Roma, con la Comunità di Sant’Egidio, la Caritas Italiana, la Croce Rossa Italiana, Humiltas Onlus, il Joel Nafuma Refugee Center (JNRC) e ItaliaHello. Facciamo anche alternanza scuola-lavoro con l’IIS Domizia Lucilla e promuoviamo iniziative di raccolta fondi con associazioni no-profit come Song Taaba.

Domanda: Di recente c’è stata un’evoluzione importante con “In Cammino con Gustamundo”. Di cosa si tratta?

Risposta: Nel luglio 2021 è nato questo nuovo ramo, composto al 70% da persone non italiane. L’obiettivo è fare un passo avanti: non vogliamo solo offrire lavoro, ma consultare e rendere le persone protagoniste attive dei processi di emancipazione che le riguardano.

Con questo approccio, i migranti passano dall’essere collaboratori a diventare cofondatori dell’esperienza. La formazione professionale diretta sul campo ha permesso loro di essere oggi in grado, in maniera del tutto autonoma, di organizzare e gestire le varie attività professionali della ristorazione.


Info Utili per i lettori: I piatti esclusivi di Gustamundo si possono scoprire a Roma presso l’El Pueblo Bistrot – Cipro(Via Sebastiano Ziani, 58 – 00136 Roma). Il locale è aperto tutti i giorni dalle ore 18:30 alle ore 22:30.