Lilly Italia e Un Women accendono i riflettori sulle disuguaglianze di genere nell’accesso alla salute. I dati IQVIA evidenziano ostacoli economici, difficoltà nella prevenzione e un maggiore disagio psicologico tra le donne.
La salute è una priorità per le donne italiane, ma non sempre la possibilità di prendersene cura è garantita. È quanto emerge dall’analisi realizzata da IQVIA e presentata durante l’incontro “Salute che include” Dalle differenze di genere, nuove prospettive per la salute di tutti”, promosso da Lilly Italia in occasione dei suoi 150 anni, con la supervisione scientifica di UN Women.

Il dato più significativo riguarda la rinuncia alle cure: secondo i risultati presentati, il 41% delle donne dichiara di aver rinunciato a prestazioni sanitarie per motivi economici, contro il 30% degli uomini. Inoltre, soltanto il 39% delle donne italiane sarebbe in grado di gestire attivamente e con continuità la propria salute nella vita quotidiana.

Se c’è una criticità, è il divario tra consapevolezza e possibilità concreta di curarsi. Le donne mostrano attenzione alla prevenzione e al benessere psicofisico, ma i costi, i carichi familiari, il lavoro e le difficoltà organizzative possono ostacolare visite, esami e controlli regolari.
Salute mentale e prevenzione: le differenze persistono
Il quadro riguarda anche il benessere psicologico. Le donne dichiarano livelli di stress e stati ansioso-depressivi circa doppi rispetto agli uomini, mentre il 15% riferisce di aver rinunciato a percorsi di sostegno psicologico a causa dei costi troppo elevati.
Emergono differenze anche nella copertura sanitaria integrativa: ne dispone il 28% delle donne, rispetto al 40% degli uomini. Tra le under 35, inoltre, il 73% cerca informazioni sulla salute online, ma soltanto il 36% effettua esami con regolarità.

Per Darya Majidi, presidente di UN Women Italy, queste rinunce non sono semplicemente scelte individuali, ma riflettono ostacoli che richiedono interventi strutturali. Tra le possibili risposte figurano servizi più accessibili, prevenzione, sostegno psicologico e maggiore conciliazione tra lavoro e responsabilità di cura.
E la bella notizia è che il cambiamento può partire anche dai luoghi di lavoro.
Lilly Italia indica, tra le iniziative rivolte ai propri dipendenti, assicurazione sanitaria integrativa, check-up, screening, sostegno alla genitorialità e attenzione ai caregiver.
L’obiettivo è trasformare la consapevolezza in opportunità reali:
perché la salute inclusiva non significa soltanto riconoscere le differenze, ma rimuovere gli ostacoli che impediscono alle persone di ricevere le cure di cui hanno bisogno.