Per dare continuità al nostro percorso redazionale dedicato al mondo del lavoro, questa volta accendiamo i riflettori sul rapporto tra occupazione, dignità e inclusione sociale. Perché avere un lavoro non sempre significa essere al riparo dalle difficoltà economiche. Il fenomeno dei working poor racconta proprio questa contraddizione e pone nuove sfide per il futuro del lavoro.

A fotografare la situazione è l‘Osservatorio 2026 di Operazione Pane, secondo cui a Milano il 30%delle persone singole assistite dalla rete ha un’occupazione, contro una media nazionale del 17%. A livello nazionale, i lavoratori poveri sostenuti dalla rete sono aumentati del 65%.

I dati, riferiti al periodo gennaio-agosto 2026, sono stati presentati dall’Antoniano di Bologna – realtà francescana impegnata nella solidarietà e nel sostegno alle persone in difficoltà – durante un incontro con Caritas Italiana e Croce Rossa Italiana, in vista della Giornata Mondiale dei Poveri del 15 novembre.
Nel capoluogo lombardo le persone singole sostenute sono 398. Tra queste, il 56% è senza dimora e il 33% ha più di 60 anni. Nei primi otto mesi dell’anno la mensa francescana milanese ha garantito una media di 82 pasti al giorno, oltre 2.100 al mese.

Accanto al sostegno alimentare, Operazione Pane offre servizi di ascolto, assistenza e cura personale, riconoscendo che le difficoltà non sono soltanto economiche, ma coinvolgono anche il benessere e la salute delle persone.

Il quadro evidenzia quanto sia importante rafforzare la collaborazione tra istituzioni e Terzo Settore.
La sfida è rendere il lavoro sempre più uno strumento concreto di autonomia e dignità, costruendo risposte capaci di sostenere le persone e contrastare le nuove forme di povertà.