Il mese di settembre ha ormai consolidato la sua trasformazione da semplice coda estiva a vero e proprio pilastro della destagionalizzazione turistica in Italia. Meno affollamento, temperature miti e listini prezzi più contenuti spingono milioni di viaggiatori italiani e stranieri a mettersi in viaggio, come confermano i dati dei principali istituti di ricerca e delle associazioni di categoria.

​Secondo le rilevazioni di Confturismo-Confcommercio sono circa 10 milioni gli italiani che hanno scelto di trascorrere un periodo di vacanza a settembre, generando una spesa media pro capite stimata di 760 euro. Il 71% dei viaggiatori decide di rimanere nei confini nazionali, evidenziando una forte frammentazione delle ferie: 2,8 milioni di italiani optano per il weekend breve, 3 milioni preferiscono soggiorni di tre-cinque notti, mentre i restanti scelgono una vacanza di una settimana o più.

​I dati diffusi da Coldiretti evidenziano parallelamente un deciso ritorno alla natura, con 7,5 milioni di italiani orientati verso le aree rurali e i piccoli borghi. In questo scenario, il comparto agrituristico supera un milione di presenze nell’arco del mese, sostenuto da una rete nazionale di oltre 26 mila strutture e da un valore economico complessivo che sfiora 1,93 miliardi di euro.

Un turista su due partecipa direttamente ad attività legate alle produzioni agricole e culinarie tipiche, dalle esperienze di vendemmia ai percorsi guidati di degustazione, posizionando vino, formaggi, salumi e olio extravergine in cima agli acquisti souvenir.

​Il quadro macro tracciato da Istat ed ENIT attesta infine l’aumento costante del contributo del comparto all’economia e all’occupazione. Sul fronte internazionale si registrano gli incrementi più marcati dai mercati europei, guidati da Spagna (+10,7%) e Germania (+10,0%), affiancati dal rilevante dinamismo dei flussi a lungo raggio provenienti da Nord America, Giappone e Australia, attirati dalla maggiore vivibilità delle destinazioni